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Radiologia

Risonanza Magnetica Nucleare (RMN)

Risonanza Magnetica
Nucleare (RMN)

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La risonanza magnetica nucleare è un esame diagnostico che permette di visualizzare l’interno del nostro corpo senza effettuare operazioni chirurgiche o somministrare pericolose radiazioni ionizzanti.

Ideata e messa a punto intorno al 1980, la risonanza magnetica ha subìto nel corso degli anni un costante processo di evoluzione tecnologica. Oggi, grazie alla sua estrema precisione diagnostica e all’assenza quasi totale di effetti collaterali, si è conquistata un ruolo di primaria importanza nella diagnosi di numerosissime malattie.

Particolarmente utile nell’ottenere immagini dettagliate del cervello e della colonna vertebrale, riesce a fornire perfette informazioni anche in campo traumatologico, oncologico, ortopedico, cardiologico e gastroenterologico.

Come
Funziona

Il principio di funzionamento della risonanza magnetica è estremamente complesso e si basa sul comportamento che assumo alcuni protoni degli atomi di idrogeno nel momento in cui sono immersi dentro un campo magnetico (il corpo umano è costituito dal 75% circa di acqua – H2O – quindi di un cospicuo numero di atomi di idrogeno).

Semplificando al massimo il concetto possiamo paragonare i nuclei atomici a tanti piccoli magneti. Un po’ come succede per l’ago di una bussola, in presenza di un campo magnetico esterno queste minuscole particelle tendono a disporsi lungo una direzione preferenziale. Se a questo punto vengono emesse delle onde radio i nuclei subiscono delle temporanee variazioni di posizione. Durante questa fase transitoria gli atomi emettono dei segnali captabili da un rilevatore elettronico, che li trasmette ad un potente computer dove verranno analizzati ed elaborati.

Per questo motivo la risonanza magnetica utilizza un magnete ed un generatore di onde radio di frequenza pari a 42 megahertz, che corrisponde al numero di giri che i protoni dell’atomo di idrogeno compiono su se stessi in un secondo. L’idrogeno è stato scelto sia per le sue proprietà fisiche, sia per la sua abbondanza all’interno dell’organismo umano. Dato che non tutti i nuclei atomici impiegano lo stesso tempo a ritornare nella posizione iniziale, analizzando questo periodo è possibile ricreare una mappa tridimensionale delle strutture anatomiche interne, evidenziandone anche lo stato di idratazione.

Fattori di rischio ed
Effetti Collaterali

La risonanza magnetica è un’indagine sicura e del tutto innocua per l’organismo umano. L’assenza di radiazioni ionizzanti la rende particolarmente adatta anche per la ripetizione di esami a breve distanza di tempo.
A causa del campo magnetico generato dall’apparecchiatura non possono sottoporsi all’esame persone a cui sono stati applicati apparecchi metallici interni, come pace-maker, protesi metalliche (denti, occhi, ossa ecc.) e clips vascolari. Grazie ai progressi della tecnologia ormai da diversi anni gran parte dei metalli utilizzati per uso medico è compatibile con la risonanza magnetica.

Preparazione
all'esame

La risonanza magnetica solitamente non richiede il digiuno o l’osservanza di diete particolari, per cui il paziente è completamente libero di alimentarsi secondo le proprie preferenze.
Prima dell’esame il soggetto è invitato a togliersi qualsiasi oggetto o indumento contenente parti metalliche (borse, gioielli, cinture, portafoglio, scarpe ecc.). Insieme al medico o al personale addetto verrà compilato un questionario per accertarsi che non vi siano controindicazioni all’esame.

ESAMI PRELIMINARI RICHIESTI PER R.M.N. CON MEZZO DI CONTRASTO

  • Azotemia
  • Creatinemia
  • Clearance della creatinina (raccolta urine 24 ore)
  • Elettroforesi delle sieroproteine

Esecuzione della
Risonanza Magnetica

Dopo aver tolto qualsiasi oggetto o indumento contenente metallo, il paziente viene fatto distendere sopra un lettino che scorrerà fino a posizionarsi tra i poli del magnete. Nei macchinari tradizionali la forma stessa dell’apparecchiatura potrebbe creare problemi a chi soffre di claustrofobia. Oggi sono tuttavia a disposizione anche macchinari più moderni, dove il problema non si pone.
Durante l’esame al paziente non è richiesta alcuna forma di collaborazione, se non quella di rilassarsi e di avvertire il personale tramite appositi strumenti in caso di malessere. Le apparecchiature sono infatti dotate di altoparlanti e di microfoni per comunicare con il medico o con il personale addetto. A protezione dei rumori piuttosto forti e secchi, dovuti all’emissione delle onde radio, vengono anche forniti degli appositi auricolari su richiesta.
La durata media dell’esame è generalmente compresa tra i venti ed i trenta minuti.

I mezzi
di contrasto

Per migliorare la qualità delle immagini e rendere più sicura la diagnosi, il medico o lo specialista inviante può decidere di utilizzare del gadolinio, un mezzo di contrasto generalmente privo di effetti collaterali.
I mezzi di contrasto per risonanza magnetica attualmente utilizzati sono prodotti estremamente sicuri che occasionalmente però possono provocare reazioni indesiderate quali:

REAZIONI COMUNI

– 1 caso su 100 pazienti – DI LIEVE ENTITA’: Vampate di calore, starnuti, nausea, vomito, orticaria circoscritta. Questi sintomi in genere non richiedono alcuna terapia medica e si risolvono rapidamente.

REAZIONI RARE

– 1 caso su 10.000 pazienti – SEVERE: Orticaria diffusa, difficoltà respiratorie, irregolarità del battito cardiaco, convulsioni o perdita di conoscenza. Queste reazioni richiedono di solito una terapia medica.

REAZIONI MOLTO RARE

– da 1 caso su 100.000 a 1 caso su 1.000.000 di pazienti: In casi estremamente rari e solo in pazienti affetti da insufficienza renale grave o sottoposti a dialisi è stata segnalata la fibrosi sistemica nefrogenica che interessa soprattutto gli arti con possibilità di inabilità permamente.

REAZIONI ECCEZIONALI

– 1 caso su 5.000.000 di pazienti – RISCHIO DI MORTE Assai raramente, come succede per molti farmaci, i mezzi di contrasto possono causare il decesso.

N.B.: E’ interessante sapere, per avere una percezione più concreta dei valori di rischio, che la possibilità di morte a seguito di incidente stradale è di 1 caso su 10.000.

IL PAZIENTE HA IL DOVERE DI SEGNALARE

fattori di rischio per reazioni anafilattoidi come: precedenti reazioni al mezzo di contrasto, asma bronchiale, allergie importanti ed accertate.

Esami preliminari per l’esecuzione della RMN con mezzo di contrasto
prima di qualsiasi indagine contrastografica per via endovenosa o endoarteriosa, è necessario uno studio clinico e funzionale del paziente al fine di evidenziare eventuali stati morbosi che costituiscono controindicazione dell’indagine radiologica.

E’ necessario pertanto eseguire prima dell’esame RMN con m.d.c. i seguenti esami:

  • Azotemia
  • Creatininemia
  • Clearance della creatinina
  • Elettroforesi delle sieroproteine con tracciato.

Il giorno dell’esame il paziente dovrà inoltre:

  • Portare gli esami preliminari richiesti.
  • Portare in visione eventuali esami precedenti inerenti alla RMN da eseguire (Ecografie, Risonanza Magnetica, TAC, Radiografie, cartella clinica, eccetera).
  • Osservare il digiuno assoluto nelle 6 ore precedenti l’esame.
  • L’esecuzione dell’esame potrà modificarsi dopo l’orario indicato sulla prenotazione per permettere lo svolgimento di procedure quali: accettazione e/o pagamento ticket, valutazione di esami emato-chimici, valutazione di eventuali precedenti, ecc..

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